Imparare a “rompere” per capire – Innovazione didattica al Sacro Cuore Trinità dei Monti 

imparare rompendo

L’Istituto Sacro Cuore Trinità dei Monti si distingue per una didattica attenta all’innovazione e allo sviluppo delle competenze digitali. In questo contesto si inserisce il lavoro del prof. Andrea Maccioni, informatico e docente di competenze digitaliautore di un articolo pubblicato nel numero corrente della rivista BRICKS, intitolato Arte e coding: quando l’algoritmo impara a sbagliare

BRICKS è una rivista online dedicata al mondo della scuola, edita in collaborazione con AICA (Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico) e SIe-L. La sua mission è promuovere l’innovazione didattica attraverso il digitale e lo sviluppo delle competenze informatiche degli studenti, raccogliendo esperienze concrete di docenti, ricercatori e professionisti della formazione. 

Ogni numero è dedicato a un tema specifico e propone una selezione di buone pratiche didattiche trasferibili, offrendo un punto di riferimento per chi opera nell’educazione innovativa. In questo quadro, l’articolo del prof. Maccioni rappresenta un esempio significativo di ricerca applicata alla didattica. 

Oltre l’efficienza – il valore educativo dell’errore 

Il contributo nasce da una riflessione critica sulla didattica digitale contemporanea, che spesso rischia di diventare troppo orientata all’efficienza e alla standardizzazione. 

Come osserva l’autore: “quanto più gli strumenti disponibili si sono fatti potenti, tanto più gli artefatti sono diventati simili” 

Per superare questo limite, il percorso didattico progettato per la scuola secondaria, propone una prospettiva innovativa: 

mettere l’errore al centro […] non come fallimento da correggere, ma come materia prima espressiva”  

Il glitch come metodo didattico 

Al centro dell’esperienza vi è la glitch art, una pratica che utilizza errori e imperfezioni digitali come strumenti espressivi e cognitivi. Attraverso attività laboratoriali, gli studenti vengono guidati a: 

  • manipolare file digitali (databending) 
  • esplorare il coding in modo creativo 
  • utilizzare l’intelligenza artificiale in maniera critica 

Questo approccio consente una comprensione più profonda dei sistemi digitali

“la comprensione profonda di un sistema digitale passa […] attraverso la sua rottura controllata”  

Un approccio interdisciplinare 

Il progetto integra diverse discipline: 

  • informatica 
  • storia dell’arte 
  • progettazione grafica 

La loro convergenza non è accessoria, ma fondamentale: 

“la glitch art […] si colloca nell’intersezione tra materie che raramente si incontrano”  

Gli studenti sviluppano così una visione complessa del digitale, imparando a collegare aspetti tecnici, estetici e culturali. 

Educare al pensiero critico digitale 

Un elemento chiave del percorso è il rapporto con l’intelligenza artificiale. Gli studenti non si limitano a usarla, ma imparano a metterne in discussione i risultati e i meccanismi: 

“il risultato smette di essere un prodotto finito […] e diventa materia grezza da valutare”  

In questo modo, strumenti spesso percepiti come “scatole nere” diventano oggetti di analisi e sperimentazione. 

Una scuola che forma cittadini consapevoli 

Il lavoro del prof. Maccioni si inserisce pienamente nella missione educativa dell’Istituto, promuovendo una formazione che unisce competenze tecniche, creatività e consapevolezza critica. La riflessione finale dell’articolo sintetizza efficacemente questo approccio: 

“Chi impara a rompere con metodo impara a non accettare passivamente i sistemi che abita”  

La partecipazione alla rivista BRICKS rappresenta un importante riconoscimento per l’Istituto e testimonia la qualità delle esperienze didattiche sviluppate al suo interno. L’esperienza descritta dimostra come l’innovazione educativa non risieda solo negli strumenti, ma soprattutto nei metodi trasformando l’errore in risorsa, promuovendo l’interdisciplinarità e sviluppando un approccio critico al digitale, formando studenti capaci di essere protagonisti del proprio tempo